Nel 1906 fu costituita la Società Livornese di Trazione Elettrica per operare nel settore dei trasporti pubblici di persone. Fu progettata la costruzione di una funicolare tra il Santuario in alto e la piazza delle Carrozze in basso, integrata da una linea tranviaria per scendere verso Antignano, seguendo via delle Pianacce e via dell'Uliveta.

La funicolare fu inaugurata il 19 agosto 1908 e con essa anche l'illuminazione elettrica dell'abitato di Montenero.
Era la prima funicolare in Italia ad azionamento elettrico e le sue immagini presero ad accompagnare i saluti da Livorno.
Per oltre mezzo secolo, la funicolare fu il principale mezzo di trasporto per Montenero, fino a quando, nel 1963, fu costruita la strada panoramica per raggiungere direttamente il Santuario.

La vecchia Società di Trazione Elettrica ne mantenne la gestione fino al '72, cedendola poi all'Azienda municipale dei trasporti urbani.

La funicolare di Montenero, integrata nella rete di trasporto urbano di Livorno e con il sistema dei parcheggi di scambio, ha una capacità di trasporto di 580 persone/ora ed ha un'utenza di 250.000 passeggeri l'anno.
Supera un dislivello di circa 111 metri, con pendenze massime del 18% su un percorso di 656 metri, calcolato in pendenza, con tre curve.
Ha un binario unico, salvo un breve tratto centrale raddoppiato per consentire lo scambio delle vetture.
Gli impianti, dopo alcuni ritocchi nel '79, furono completamente ristrutturati nel '90 ed ancora una volta la funicolare di Montenero fu la prima in Italia a funzionamento completamente automatizzato, senza conduttore a bordo e con un unico presidio di controllo nella stazione di Monte.
Tutti i comandi di movimento sono oggi computerizzati.
Il percorso e gli accessi sono monitorati in continuo, l'integrità della fune traente è controllata da un dispositivo che in Italia è in dotazione ad altre due sole funicolari. La diagnostica delle sicurezze e di eventuali anomalie è controllata in tempo reale dall'operatore sui quadri comando.
Per salire a Montenero e al Santuario è il mezzo di trasporto più piacevole, veloce e sicuro, con la garanzia di un'assoluta tutela ambientale.
Quanto era stato previsto per il futuro di questo impianto, si è ora avverato grazie alle innovazioni progettate nel 1999, oggetto di una apprezzata presentazione all'ottavo Congresso Mondiale dei Trasporti a Fune - OITAF 99, e realizzate nel 2000.

Le innovazioni di cui sopra sono consistite sostanzialmente in due filoni di intervento:
1) una autoproduzione di energia elettrica da fonte rinnovabile (fotovoltaica - solare) con riversamento in rete ENEL della stessa fino ad una potenza max di 20 Kw
2) una modifica degli azionamenti che permettessero un azionamento del motore principale sia con rete ENEL, sia con batteria di trazione.
In parallelo un nuovo azionamento di emergenza a trazione elettro-idraulica, anziché diesel, al fine di azzerare il livello di inquinamento prodotto dall'impianto funicolare sull'ambiente.

A questi due "sub-progetti" si è aggiunta anche la stesura della fune di collegamento fra il campo solare ed il relativo inverter, ed il quadro parallelo con la rete ENEL in B.T.
A questa fune si è poi aggiunto un cavo di trasmissione in c.c. direttamente dal campo fotovoltaico alle batterie, che potrà permettere, in caso di caduta della rete ENEL e relativo fermo dell'inverter, di caricare ugualmente la batteria di trazione, permettendo il funzionamento dell'impianto in caso di prolungata "assenza di rete" ed evitando altresì un inutile spreco dell'energia prodotta dai pannelli.

I finanziamenti per il subprogetto 1 sono stati stanziati da U.E., Comune di Livorno, SEI ed ATL, mentre per il subprogetto 2 si sono avuti finanziamenti dalla Regione Toscana, dal Ministero dell'Ambiente e, naturalmente, dall'ATL.
Il costo complessivo è stato di 1.4 Miliardi IVA esclusa, finanziati per quasi 300 Milioni da ATL.